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Yoshisuke Aikawa

Personaggi

Yoshisuke Aikawa

Paese
Giappone
Data di nascita
06.11.1880
Data di morte
13.02.1967
Categorie
fondatore dell’azienda
Marca automobilistica
Nissan

01 / AUTOMOTIVE HISTORY

Biografia

Yoshisuke Aikawa, detto anche Gisuke Ayukawa (6 novembre 1880 – 13 febbraio 1967), fu un importante imprenditore e politico giapponese, fondatore e primo presidente di Nissan dal 1931 al 1945.

Nacque nell’odierna Yamaguchi, nell’omonima prefettura. La madre era nipote dello statista dell’era Meiji Inoue Kaoru. Laureato in ingegneria all’Università imperiale di Tokyo nel 1903, entrò in Shibaura Seisakusho, antenata di Toshiba. Nonostante lo stipendio basso, risparmiò per studiare negli Stati Uniti le tecniche di forgiatura della ghisa. Tornato in patria, con l’appoggio di Inoue Kaoru e altri parlamentari fondò nel 1909 la fonderia Tobada nella prefettura di Kitakyushu, oggi Hitachi Kinzoku o Hitachi Metals Company.

Nel 1928 divenne presidente di Kuhara Mining Company, oggi Nippon Mining & Metals, rilevandola dal fratello adottivo Fusanosuke Kuhara. Creò la holding Nihon Sangyo, abbreviata Nissan. Kuhara passò poi alla politica, mantenendo stretti rapporti con il futuro premier Giichi Tanaka e altri esponenti politici e militari, che Aikawa sfruttò per i propri scopi.

Nel boom borsistico successivo all’incidente della Manciuria del 1931, acquisì maggioranze in 132 società Nissan e creò il nuovo zaibatsu Nissan Konzern. Nissan Motors comprendeva Isuzu, NEC, Nippon Mining, Nissan Chemicals, Hitachi, Nichiyu, Nichirei, Nissan Marine Insurance e Nissan Insurance: alcune delle imprese tecnicamente più avanzate del Giappone.

Nel 1937, invitato dal parente Nobusuke Kishi, si trasferì nel Manciukuò e sostenne la politica militarista dell’Armata del Kwantung per lo sviluppo economico e industriale. Vi portò la sede Nissan, nucleo della Società mancese per lo sviluppo industriale, un nuovo zaibatsu condiviso tra Nissan e governo regionale.

Come fondatore e presidente diresse l’industria e partecipò a due piani quinquennali negli anni Trenta, seguendo dottrine economiche e produttive dell’ideologo militare Naoki Hoshino. Se ne distaccò però sostenendo più monopoli: riteneva l’economia del Manciukuò troppo primitiva per il libero mercato. Ottenne inoltre prestiti bancari da industriali americani, suscitando forti polemiche e disapprovazione politica negli Stati Uniti.

Le idee economiche coincidevano con la politica filomilitare giapponese, quelle politiche non sempre. Fu contrario al Patto tripartito e predisse la vittoria di Gran Bretagna e Francia sulla Germania nazista. Appoggiò il piano Fugu per insediare profughi ebrei nel Manciukuò. Nel 1942, su iniziativa dell’Armata del Kwantung, si dimise e tornò in Giappone.

Dopo la resa, gli americani lo arrestarono come sospetto criminale di guerra. Rimase venti mesi nel carcere di Sugamo e fu liberato prima del processo. Durante la detenzione il zaibatsu Nissan era stato sciolto.

In seguito contribuì alla ricostruzione e fondò una banca commerciale per finanziare piccole imprese. Fu presidente di Teikoku Oil e della società geologica Japan Petroleum e nel 1953 venne eletto alla Camera dei consiglieri. Protetto da Kishi, futuro premier, influenzò leggi e politiche economiche come capo di Chuseiren, gruppo di pressione divenuto la principale associazione delle piccole imprese negli anni Sessanta.

Morì nel 1967 per un’infiammazione acuta della cistifellea. La tomba si trova nel cimitero di Tama, vicino a Tokyo.

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